Costanza d'Altavilla, l'ultima Regina Normanna di Palermo e Madre di Federico II
Nella storia medievale del Mediterraneo poche figure incarnano tanto dramma e destino quanto Costanza d'Altavilla.
Nata a Palermo nel 1154, figlia postuma del grande re Ruggero II, Costanza attraversò epoche e confini per diventare imperatrice del Sacro Romano Impero e madre del leggendario Federico II, lo Stupor Mundi.
La sua vita fu un intreccio di politica, diplomazia e destino, segnata dalla nascita in un momento di transizione e conclusasi con la morte nella sua città natale, dove ancora oggi riposa nella maestosa Cattedrale di Palermo.
Costanza d'Altavilla, l'ultima Regina Normanna di Palermo
La Figlia postuma di Ruggero II
Costanza d'Altavilla, conosciuta anche come Costanza I di Sicilia, nacque a Palermo il 2 novembre 1154, pochi mesi dopo la morte del padre, il grande Ruggero II il Normanno, fondatore del Regno di Sicilia e primo sovrano a portare la corona dell'isola.
Ruggero II il Normanno, padre di Costanza e fondatore del Regno di Sicilia
Era figlia della terza moglie di Ruggero, Beatrice di Rethel, nobildonna di origine francese dalla Champagne
La sua nascita avvenne in un momento particolarmente difficile per la dinastia: dopo la morte in giovane età di quattro dei cinque figli maschi del re, Ruggero si era risposato due volte nella vana speranza di concepire un altro erede maschio, ma l'unico frutto di queste nozze fu proprio Costanza.
Costanza d'Altavilla, l'ultima Regina Normanna di Palermo
Il panegirista Pietro da Eboli descrisse Beatrice di Rethel come “la luce che avrebbe partorito lo splendore del giorno”.
riferendosi alla nascita della piccola principessa.
Tuttavia, alla nascita Costanza non era considerata un'erede presumibile al trono, data la preferenza medievale per la successione maschile.
Sarebbe stata la morte prematura dei suoi fratellastri maggiori e del nipote Guglielmo II a trasformarla nell'ultima discendente legittima della gloriosa casa normanna degli Altavilla.
La giovane principessa trascorse l'infanzia alla corte reale di Palermo, affidata alle cure della madre Beatrice, che morì il 31 marzo 1185.
La Monaca che Non Fu Mai: Miti e Realtà
Una delle leggende più durature che circondano la figura di Costanza riguarda la sua presunta vocazione monastica. Secondo una tradizione cronachistica di matrice “guelfa”, trasmessa dal cronista fiorentino Giovanni Villani e poi ripresa da Dante Alighieri nel terzo canto del Paradiso, Costanza avrebbe manifestato in gioventù un profondo interesse per la vita religiosa, addirittura entrando in un convento dove avrebbe preso il velo.
Ritratto storico di Costanza d'Altavilla
Dante, nei versi 118-120 del Canto III del Paradiso, presenta Costanza come una “d'anima candida” che fu strappata al suo voto monastico:
“Quest'è la luce de la gran Costanza che del secondo vento di Soave generò 'l terzo e l'ultima possanza”
Il poeta la colloca nel cielo della Luna, riservato alle anime che non adempierono completamente ai loro voti religiosi. Tuttavia, come sottolineano gli studiosi moderni, di questa presunta scelta monastica manca qualsiasi riscontro documentale nelle fonti coeve.
La realtà è che Costanza, all'età di trent'anni, era ancora nubile, il che per una principessa del suo rango poteva sembrare piuttosto insolito nell'epoca.
Il Matrimonio con Enrico VI di Svevia: Un'alleanza Politica
Il destino di Costanza cambiò radicalmente nel 1184, quando il re Guglielmo II di Sicilia, suo nipote, decise di maritarla a Enrico VI di Svevia, figlio dell'imperatore Federico I Barbarossa e futuro erede al trono imperiale.
L'accordo di fidanzamento fu stipulato ad Augusta il 29 ottobre 1184, segnando un momento cruciale nella storia del Mediterraneo.
Il matrimonio di Costanza d'Altavilla con Enrico VI di Svevia – Miniatura dal “Liber ad honorem Augusti” di Pietro da Eboli (1196)
Questo matrimonio rappresentava per l'imperatore Federico Barbarossa la possibilità di riportare all'interno dell'impero, per via dinastica, i territori dell'Italia meridionale che egli aveva sempre considerato parte integrante del Sacro Romano Impero ma che non era riuscito a conquistare con le armi.
Per la corona siciliana, invece, l'unione rappresentava un'opportunità di alleanza con la potenza imperiale tedesca.
Nell'estate del 1185 Costanza lasciò Palermo per la prima volta, diretta a Milano dove dovevano celebrarsi le nozze. Il suo viaggio fu accompagnato da un fastoso corteo di principi e baroni siciliani, a testimonianza dell'importanza dell'evento. A Foligno incontrò lo sposo Enrico VI, e insieme proseguirono verso la città lombarda.
Illustrazione del fidanzamento di Costanza d'Altavilla
Il 23 agosto 1185 si tenne a Rieti una prima cerimonia matrimoniale, per il valore simbolico e politico che aveva l'approvazione da parte della Chiesa nella prima città oltre i confini del Regno di Sicilia incontrata sul percorso.
Il matrimonio fu poi solennemente celebrato il 27 gennaio 1186 nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano, con grande pompa ma senza la partecipazione del papa.
Subito dopo la cerimonia, il patriarca di Aquileia incoronò gli sposi con la corona ferrea del Regnum Italiae. In questa data Costanza divenne imperatrice consorte, anche se la cerimonia di incoronazione imperiale vera e propria sarebbe avvenuta solo più tardi.
La Lotta per il Trono: Tancredi e la Conquista Imperiale
Dopo la morte del nipote Guglielmo II nel 1189, Costanza divenne l'ultima discendente legittima della casa d'Altavilla e l'unica erede al trono di Sicilia.
Tuttavia, i baroni siciliani non accettarono una donna come sovrana, preferendo eleggere Tancredi di Lecce, nipote naturale di Ruggero II e comandante militare rispettato, che fu incoronato re a Palermo nel novembre 1189.
Papa Clemente III, che non vedeva di buon occhio un unico sovrano della casata degli Hohenstaufen dalla Germania alla Sicilia, approvò e riconobbe l'elezione di Tancredi.
Enrico VI rivendicò il diritto di essere il successore legittimo attraverso il matrimonio con Costanza, ma dovette affrontare una guerra che lo avrebbe portato a conquistare il regno solo tre anni dopo.
Nel 1191, il lunedì di Pasqua (15 aprile), papa Celestino III incoronò solennemente Enrico e Costanza imperatore e imperatrice a Roma, nella basilica di San Pietro. Successivamente la coppia imperiale tentò di conquistare il Regno di Sicilia, ma l'impresa fallì: Enrico dovette fermarsi a Napoli e a Salerno, dove Costanza fu addirittura catturata dai nemici. Solo tre anni dopo, nel 1194, la conquista riuscì.
Il 20 novembre 1194 Enrico VI entrò trionfalmente a Palermo. Il giorno di Natale dello stesso anno fu incoronato re di Sicilia nella cattedrale di Palermo, davanti a Sibilla e al piccolo Guglielmo III, ultimo della stirpe degli Altavilla, che dopo pochi giorni furono deportati in Germania.
La Nascita di Federico II: Un Parto nella Piazza Pubblica
Con una coincidenza strabiliante, il giorno dopo l'incoronazione del marito a Palermo, il 26 dicembre 1194, Costanza diede alla luce a Jesi, nella Marca anconetana, il futuro Federico II di Svevia. Questa nascita, avvenuta mentre la madre era in viaggio dalla Germania verso la Sicilia, avrebbe segnato la storia del Mediterraneo medievale.
Il parto di Costanza d'Altavilla a Jesi – Miniatura dal “Liber ad honorem Augusti” di Pietro da Eboli
La nascita di Federico fu tuttavia avvolta da dicerie e illazioni. I detrattori del bambino, usando l'età avanzata della madre (40 anni al momento del parto) come base, diffusero voci secondo cui il padre non era Enrico VI ma un macellaio.
Per contrastare queste voci e dimostrare la legittimità della propria maternità, Costanza avrebbe adottato un gesto straordinario: secondo una cronaca fiorentina del 1282 attribuita a Ricordano Malispini, l'imperatrice diede alla luce pubblicamente in una tenda eretta nella piazza del mercato della città, invitando le matrone locali a testimoniare il parto. Pochi giorni dopo, tornò nella piazza pubblica per allattare il bambino.
La nascita di Federico II – Ricostruzione della miniatura medievale (Festival del Medioevo)
Questo gesto eccezionale, documentato nelle cronache medievali, testimonia la determinazione di Costanza a garantire la legittimità dinastica del figlio, consapevole dell'importanza che il riconoscimento pubblico aveva nell'epoca.
La leggenda medievale sosteneva addirittura che Federico fosse nato da una vecchia monaca, alimentando ulteriormente le voci sulla natura miracolosa o quantomeno straordinaria della sua nascita.
La Reggenza e la Morte: L'Ultima Regina di Sicilia
La morte prematura di Enrico VI, avvenuta a Messina nel 1197 dopo una malattia contratta durante l'assedio di Castrogiovanni, lasciò Costanza vedova e reggente del regno per il giovane figlio Federico, che aveva appena tre anni.
In questo momento critico, Costanza dimostrò tutte le sue qualità di statista. Per prima cosa lanciò un decreto di espulsione contro i consiglieri tedeschi del marito e fece arrestare il gran cancelliere per malversazioni.
Affermò con forza il suo diritto a regnare per paterna successio e ereditarium ius, intitolandosi “Costancia, divina favente clemencia Romanorum Imperatrix semper augusta et Regina Sicilie”, confermando il suo ruolo di sovrana e non semplicemente di reggente.
Il 17 maggio 1198, pochi mesi prima della sua morte, Costanza fece coronare il giovane Federico re di Sicilia a Palermo, assicurando così la successione dinastica.
Poco prima di morire, tuttavia, prese una decisione politica destinata ad avere conseguenze significative: mise il figlio sotto la tutela di papa Innocenzo III, un atto politicamente accorto in quel momento ma che avrebbe suscitato problemi in seguito.
Costanza d'Altavilla morì a Palermo il 27 novembre 1198, a quarantadue anni, nella stessa città dove era nata. La sua morte segnò la fine della dinastia normanna degli Altavilla e l'inizio dell'era sveva nel Regno di Sicilia.
La Tomba nella Cattedrale di Palermo
La salma di Costanza d'Altavilla riposa nella Cattedrale di Palermo, accanto al figlio Federico II e al marito Enrico VI. La cappella delle tombe reali, situata vicino all'ingresso della cattedrale, ospita i sepolcri della famiglia reale normanna e sveva.
La tomba di Costanza d'Altavilla nella Cattedrale di Palermo (Cattedrale di Palermo – Visita Virtuale)
Nel Tesoro della Cattedrale è conservata anche la corona dell'altra Costanza, la moglie di Federico II (Costanza d'Aragona), creata in stile bizantino-arabo dai reali gioiellieri di Palermo in oro, perle e pietre preziose.
L'Eredità Storica: Una Donna di Destino
Costanza d'Altavilla rappresenta l'anello di trasmissione del potere tra la gloriosa dinastia normanna degli Altavilla e la grande casa sveva degli Hohenstaufen. Attraverso di lei passò il destino di un regno che avrebbe segnato la storia del Mediterraneo. La sua vita, dalle umide sale del palazzo reale di Palermo alle aule imperiali di Germania, dalla prigionia durante la guerra civile alla reggenza del regno, incarna il dramma e la grandezza del Medioevo siciliano.
Fonti e Riferimenti Bibliografici
Fonti Storiche Primarie
- Hugo Falcandus, De Rebus in Regno Siciliae Gestis (cronaca del periodo normanno)
- Pietro da Eboli, Liber ad honorem Augusti (1196) – manoscritto con miniature che documentano la nascita di Costanza, il matrimonio e la nascita di Federico II
- Matteo da Lecce, Chronicon Siciliae
- Giovanni Villani, Cronica (V.20, VI.16, VII.1)
- Richard di San Germano, cronache
- Ricordano Malispini, cronaca fiorentina del 1282
Enciclopedie e Dizionari Biografici
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani – Voce “Costanza d'Altavilla” di Theo Kölzer
- Treccani, Enciclopedia Federiciana – Voce “Costanza d'Altavilla” di Theo Kölzer
- Encyclopaedia Britannica – Voce “Constance”
- Wikipedia Italia – Voce “Costanza d'Altavilla”
- Wikipedia English – Voce “Constance I of Sicily”
Studi e Pubblicazioni Accademiche
- John Julius Norwich, The Kingdom in the Sun ( storia del Regno di Sicilia normanno)
- Glauco Maria Cantarella, Ruggero II (Salerno Editrice, 2020)
- Hubert Houben, studi sul periodo normanno-svevo
- G.A. Loud, studi sulla storia medievale siciliana
- Salvatore Lupo, monografie sulla dinastia Altavilla
- Giuseppe Brescianelli, studi sul regno di Sicilia
- David Abulafia (1988), studi sulla successione siciliana
- Marco Santagata, studi su Dante e le donne del Paradiso